La vetrata

Francesco Moretti iniziò a produrre vetrate nel 1858; nel corso della sua esistenza artistica, numerosissimi studi lo portarono a realizzare uno stile unico e molto personale che a volte si scontrava con il concetto di vetrata che avevano alcuni critici.

La sua notorietà e altissima reputazione anche nel campo del restauro sono evidenziate dalla richiesta, a lui indirizzata nel 1891 dal Ministro della Istruzione Pubblica, di una relazione da diffondere come circolare alle Prefetture riguardante “tutte le necessarie istruzioni per impedire i danni che ripuliture e riparazioni inconsulte e la negligenza recano alle antiche vetrate dipinte.”

Dipingere una vetrata vuol dire mescolare i colori e la luce, per dare vita ad un’opera che solo da questo connubio può esprimere tutta se stessa. Questo significa capire il luogo nel quale la vetrata sarà posta, osservare i movimenti del sole, cercare la luce migliore e soltanto dopo immaginare i colori, scegliere, mescolare e stendere le pennellate.
Ed è proprio la luce solare che può permettere, anche durante la realizzazione dell’opera nello Studio-Laboratorio, di verificare passo dopo passo la riuscita dei colori e degli accostamenti, non dimenticando la perfetta integrazione della trafila di piombo con l’opera pittorica: per fare tutto questo le tecniche migliori sono spesso quelle da più tempo sperimentate, che dimostrano ogni volta la loro efficacia.

Oggi, nello Studio Moretti Caselli si creano vetrate con le tecniche antiche, non dimenticando di vivere in un’epoca moderna, rispettando così le diverse esigenze e richieste.
Moretti ha sempre ribadito come quella della vetrata non sia un’arte “minore”, poiché con il vetro è possibile realizzare opere di innumerevoli stili e spaziare con la fantasia, come con altri materiali più consueti quali legno, tela, marmo. Così il Laboratorio, dalla seconda metà dell’800, considera la vetrata come un quadro ad olio che, invece di essere dipinto su tela, sfrutta la trasparenza del vetro e la luce per dare effetti altrimenti impensabili. Le figure, come un tempo, nascono da una meticolosa ricerca e da un susseguirsi di piccole pennellate stese con cura, a rendere il quadro più reale possibile.
Nello Studio-Laboratorio esistono ancora molti macchinari e strumenti funzionanti, anche se non più utilizzati per la loro “anzianità”; rimangono però testimonianza della vita e della crescita dello Studio. Un’importanza rilevante assume in particolare il forno di cottura alimentato a legna, studiato dal Moretti nei minimi particolari per ottenere le diverse temperature necessarie.
I componenti della famiglia che si sono succeduti nello Studio hanno lavorato con grande interesse ed amore per quest’arte, utilizzando i segreti del Moretti e facendo tesoro del patrimonio di conoscenze tramandate, ognuno aggiungendo la sua personale esperienza manuale e scientifica.
Realizzare una vetrata significa molto di più che tagliare il vetro, dipingerlo e metterlo in trafila: vuol dire usare quei piccoli accorgimenti, quelle delicatezze fondamentali per creare l’irripetibile personalità di ogni opera.