Mastri vetrai

“La continuità produttiva che dalla metà dell’Ottocento giunge ai giorni nostri ci dimostra la sensibilità, l’intuito, la capacità, ereditate e arricchite della presenza femminile che ha, con rispetto, conservato le metodologie e lo studio di un tempo.” (A. Girolamini, La carta, il fuoco, il vetro, 2001).

L’attività dello Studio Moretti Caselli ebbe formalmente inizio nel 1858, con il lavoro svolto da Francesco Moretti presso il duomo di Todi. Si trattò, infatti, di un primo laboratorio di ricerca sulle antiche tecniche di pittura su vetro.

A partire dal 1862 fu installato un vero e proprio Studio, cui era annesso un laboratorio tecnico, nell’ex convento di S. Domenico a Perugia.

Nel 1875 il laboratorio fu trasferito presso un’altra struttura cittadina, l’ex convento di S. Francesco al Prato.

L’ultimo e definitivo trasloco dello Studio-Laboratorio avvenne nel 1895 nell’edificio sito nell’attuale via Fatebenefratelli, acquistato l’anno precedente da Moretti dalla Libera Università di Perugia.

I protagonisti: cinque generazioni di Mastri vetrai

Francesco Moretti nacque a Perugia nel 1833 e vi morì nel 1917; fu il fondatore dello Studio Moretti Caselli. Valente artista, iniziò la sua carriera con due vetrate per il duomo tuderte. Nel 1862 iniziò il restauro della vetrata della chiesa di San Domenico a Perugia, che completò nel 1879. Nello stesso periodo produsse altri lavori importanti, fra cui l’Incoronazione della Vergine presentata all’Esposizione Universale di Parigi del 1867 e il S. Giovanni Battista per la Pieve di Arezzo con cui ottenne la medaglia d’oro all’Esposizione Umbra del 1879. Nel 1863 vinse la cattedra di Ornato all’Accademia delle Belle Arti di Perugia della quale sarà anche insegnante di Pittura dal 1874 al 1897 e direttore dal 1892 al 1894. Nel 1874 fu inoltre nominato direttore della Pinacoteca comunale “Pietro Vannucci”, incarico che mantenne per oltre quaranta anni. Tra le numerose opere eseguite si ricordano il Presepe nella Cattedrale di San Lorenzo e il lucernario del Palazzo della Provincia a Perugia, entrambe del 1873, e, tra le più belle, il ritratto della Regina Margherita di Savoia (1881, Studio Moretti Caselli, Perugia) esposto a Milano nel 1881, a Roma nel 1883 e a Londra nel 1888.

Lodovico Caselli (Perugia, 1859 – 1922), nipote di Francesco Moretti, rimase orfano di padre fin dalla prima infanzia e crebbe all’ombra e sotto la protezione dello zio materno, apprendendo da lui l’arte della pittura e i segreti di quella su vetro. Anche se inizialmente la sua vena artistica si espresse soprattutto nella pittura, con numerosi lavori eseguiti per la chiesa di S. Costanzo di Perugia (1890/91), per la chiesa di Carpineto Romano e per la cattedrale di Perugia (1896), collaborò con lo zio nella realizzazione di vetrate fin dal 1883 e iniziò a firmarle insieme a lui dopo il 1898. Alcuni esempi: la grande vetrata per la chiesa del Sacro Cuore di Maria a Torino, quelle per la basilica di S. Maria degli Angeli presso Assisi, per la basilica di Loreto, per la chiesa di S. Croce a Bastia Umbra, i restauri delle vetrate del Marcillat à Arezzo e Cortona.

Fu insegnante e poi direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e della Pinacoteca comunale. Dopo la morte dello zio portò avanti l’attività dello Studio. Lasciò alla città di Perugia la vetrata raffigurante il Martirio di San Lorenzo collocata nell’omonima cattedrale cittadina nel 1921.

Alla morte di Lodovico le figlie Rosa Moretti Caselli (Perugia 1896 – 1989) e Cecilia Caselli (Perugia 1905 – 1996) ereditarono lo Studio e ne proseguirono l’attività. Rosa si assunse tutte le responsabilità della ditta di famiglia ed enorme fu il lavoro cui si sottoposero le due giovani sorelle in un periodo così doloroso della loro vita familiare, acuito dalla perdita del fratello, morto di tifo all’età di 15 anni e di una sorella di 23 anni, morta solo poche settimane dopo il padre. Oltre a terminare i lavori iniziati dal padre ad Assisi nella Chiesa Inferiore di S. Francesco, a Bastia e a Sinalunga, tra il 1922 e il 1930 Rosa e Cecilia realizzarono numerose vetrate per la basilica di S. Chiara, quella di S. Francesco e la Chiesa Nuova in Assisi, per la chiesa di S. Fortunato a Todi, la Cattedrale di Camerino, il Duomo di Arezzo, il Seminario di Perugia;
 quasi contemporaneamente, tra il 1925 e il 1930, eseguirono il loro capolavoro, la vetrata riproducente l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci per il cimitero di Glendale (Los Angeles, California).

Rosa, diplomata alle scuole magistrali, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Perugia e fu insignita del titolo di Accademico di merito nel 1925. Cecilia, dalla salute molto instabile, frequentò dei corsi liberi presso l’Accademia e fu iscritta nell’Albo d’oro del Comune di Perugia nel 1994. Entrambe ricevettero un premio speciale della Camera di Commercio di Perugia nel 1988.

Anna Matilde Falsettini, nata a Perugia nel 1948, pronipote di Rosa e Cecilia, ha appreso da loro l’arte vetraria e si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Ha insegnato plastica e disegno dal 1970 al 1977, interrompendo dopo tale data la carriera di docente per dedicarsi interamente all’attività di famiglia nello Studio Moretti Caselli. Tra le numerosissime opere realizzate, sono da citare le vetrate della chiesa parrocchiale di Passaggio di Bettona (PG) e le vetrate della chiesa parrocchiale di San Marco (PG).

Maddalena Forenza (Perugia, 1980), figlia di Anna, prosegue oggi l’attività dello Studio dopo aver appreso dalla madre quest’arte con ottimi risultati, come si può vedere ammirando a Perugia la vetrata sulla controfacciata della chiesa di Santo Spirito o quelle del Castello Lemmo Rossi Scotti in località Santa Petronilla.

Lo Studio Moretti Caselli collabora con architetti, artisti, arredatori, restauratori e antiquari, ai quali vengono messe a disposizione conoscenze e laboratorio; per esempio, Elisabetta Forenza (artista e restauratrice nata a Perugia nel 1976), sorella di Maddalena, pur vivendo e lavorando in Emilia Romagna, collabora con lo Studio per l’esecuzione di vetri sabbiati, proseguendo con uno stile del tutto personale la tecnica messa a punto da Lodovico Caselli.

La bellezza e la ricchezza di questa storia lasciano sperare che lo Studio continui la sua tradizione familiare anche con altre generazioni.